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La crisi algerina agita la comunità internazionale


مالي

La crisi algerina agita la comunità internazionale

Sono tanti i Paesi in ansia in queste ore per la sorte di connazionali in Algeria. Le Filippine, ad esempio, contano al momento due feriti e 34 evacuati.

La situazione all’impianto di In Amenas ha indotto il premier giapponese Shinzo Abe ad abbreviare il suo viaggio in Indonesia.

“Purtroppo – ha detto il primo ministro nipponico – la sorte di 14 dei 17 cittadini giapponesi è incerta. Conto di rientrare presto e prendere in mano la situazione. Farò di tutto per assicurare la sicurezza dei nostri connazionali. Ho chiesto con forza all’Algeria di dare priorità alla salvaguardia degli ostaggi. Credo che gli altri leader mondiali siano d’accordo”.

Ma così non è avvenuto giovedì, in un’operazione della quale, spiega il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide, il governo algerino è l’unico responsabile. “L’Algeria non ha avuto il supporto di alcuna altra nazione, per quanto ne so. So che alcuni Paesi hanno offerto assistenza all’Algeria, ma è stata rifiutata. Probabilmente, dunque, è stata un’operazione solo algerina”.

I recenti eventi mostrano uno spostamento verso l’Africa del baricentro della del fondamentalismo. Lo ha rimarcato parlando alla Camera dei comuni il premier britannico David Cameron.

“Sappiamo che la minaccia terroristica nel Sahel arriva dalla presenza di al Qaida nel Maghreb islamico. L’intenzione di questi gruppi è di stabilire la legge islamica nel Sahel e nel nord dell’Africa e, inoltre, vogliono attaccare gli interessi occidentali nella regione ovunque possano. Abbiamo ridotto la minaccia di al Qaida in altre parti del mondo, inclusi Pakistan e Afghanistan, di conseguenza è cresciuta in altre aree”.